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L’enigma della poiana di Gibilterra


Di Dick Forsman


Sono appena tornato da una settimana alla guida di un tour dedicato all’osservazione dei rapaci nei dintorni di Tarifa (Spagna), la città più a sud d’Europa, proprio sullo Stretto di Gibilterra. E ancora una volta, mi sono trovato di fronte all’enigma della poiana di questi luoghi


Già negli anni ’90, quando iniziai a visitare regolarmente questa regione, notai delle poiane rossastre, abbastanza simili alle poiane delle steppe della mia nativa Finlandia e a quelle avvistate in migrazione in Medio Oriente. Eppure, stando alla letteratura e a quanto dicevano i miei amici spagnoli, la presenza della poiana delle steppe non era mai stata ufficialmente registrata in Spagna e l’animale non compariva nemmeno sull’elenco degli uccelli spagnoli. Quelli erano i tempi delle telecamere con pellicola ed era difficile avvicinarsi a questi timidi uccelli al punto da poterli riprendere in maniera accurata e, per quanto fossi riuscito a fotografarne alcuni, tra cui le poiane africane nomadi codabianca, non mi era stato possibile raggiungere gli esemplari di maggiore interesse.


Dopo oltre un decennio, esperti birdwatcher si trasferirono in pianta stabile in questa regione. Le poiane furono “ritrovate”, e furono individuati non solo gli uccelli, ma anche alcuni nidi. È stato soprattutto grazie al lavoro di Javier Elorriaga e Antonio-Roman Muñoz che l’enigma della poiana venne infine risolto. Il loro campo di ricerca prevedeva viaggi nel nord del Marocco e nella colonia spagnola di Ceuta, sulla sponda meridionale dello Stretto, dove si sapeva nidificassero uccelli simili.

Nel settembre del 2012, insieme ad altri due birdwatcher americani, io, Antonio e Javier attraversammo lo Stretto per andare alla ricerca di queste specie. A Ceuta osservammo una coppia nidificante con piccoli già in grado di volare e in Marocco ne individuammo altre ancora. Facevamo lunghe discussioni su questi uccelli, visto che Antonio e Javier stavano preparando un articolo sulle loro scoperte. La conclusione fu che questi uccelli facevano parte di una popolazione ibrida, frutto dell’ibridazione e del reincrocio tra la poiana codabianca africana e la poiana comune. Le poiane comuni nomadi e migratorie europee si erano accoppiate con le poiane codabianca sulla sponda marocchina, mentre in Spagna le nomadi codabianca si erano accoppiate con le poiane comuni (per maggiori dettagli vedere Elorriaga, J. & Muñoz, A-R 2013: “Hybridisation between the Common Buzzard Buteo buteo buteo and the North African race of Long-legged Buzzard Buteo rufinus cirtensis in the Strait of Gibraltar: prelude or preclude to colonization?” Ostrich 84: 41-45).

 

Una delle particolarità di una popolazione ibrida (sciame ibrido) come questa è che gli uccelli presentano caratteristiche estremamente variabili. Alcuni somigliano alle poiane comuni con tratti delle codabianca, mentre altri possono essere quasi identici alle codabianca se non fosse per alcuni aspetti che ne denotano chiaramente la parentela con la poiana comune, altri ancora possono avere caratteristiche diverse comprese tra questi due estremi. Nel complesso, molti di questi uccelli somigliano tanto alla poiana delle steppe, la sottospecie orientale della poiana comune.

 

In passato si pensava che le ibridazioni tra specie diverse di rapaci fossero estremamente rare, ma studi recenti hanno invece dimostrato che si tratta di fenomeni piuttosto comuni. Anche altre specie di poiane sono state soggette a ibridazione, documentata altresì tra le popolazioni di albanelle, falchi e aquile anatraie per citarne solo alcune. Da un punto di vista evolutivo, ibridazioni come queste potrebbero, almeno in teoria, costituire la nascita di una nuova specie. Se gli ibridi si accoppiassero esclusivamente tra loro, evitando la contaminazione genetica con le specie parentali d’origine, potrebbero col tempo dare vita a un’entità genetica a sé. Sarebbero, infatti, diversi geneticamente da entrambe le specie parentali, responsabili attraverso l’ibridazione della formazione di una terza, nuova specie. L’isolamento, requisito fondamentale perché ciò avvenga, è un fenomeno raro in natura. Tuttavia, le isole remote potrebbero diventare una sorta di rifugio dove gli uccelli nomadi appartenenti a specie diverse ma vicine potrebbero ibridarsi e col tempo formare una nuova specie. La speciazione a seguito di ibridazione potrebbe così tradursi in un rapido percorso di evoluzione.

 

Dick Forsman è un ornitologo, autore, artista e guida turistica finlandese. Il profondo interesse di Dick per gli uccelli, e in particolare per i rapaci, è iniziato quando era poco più che un bambino e, sin da allora, ha costruito la sua vita attorno a questa passione. http://www.dickforsman.com.

 

Foto e testo © Dick Forsman 

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